L’Estranea, il film diretto da Paolo Strippoli, racconta la storia di Anna (Jasmine Trinca), una donna che durante un temporale si presenta senza preavviso all’appartamento romano della figlia Alice (Romana Maggiora Vergano). Non può più aspettare, deve confessarle una verità tenuta nascosta per vent’anni, una bugia che ha sorretto l’intera storia della loro famiglia e che ora sta crollando sotto il peso delle conseguenze.
La donna rivela di aver stretto un patto con una misteriosa Estranea per salvare la vita di Alice dopo un grave incidente avvenuto quando era bambina. Un patto che, come in una sorta di maledizione, ha generato una lunga catena di eventi oscuri e dolorosi. Questa confessione, nata dall’urgenza di rimediare ai danni, non ricuce il loro rapporto ma lo frantuma.
Alice si ritrova improvvisamente immersa in una realtà dove la sua stessa esistenza è il risultato di un accordo innaturale, e solo lei può contribuire a sciogliere il nodo creato da sua madre. Ma farlo significa accettare un prezzo che potrebbe essere insostenibile.
Girato di notte sui tetti di Tel Aviv durante la guerra a Gaza, il film ricostruisce i sistemi e le procedure alla base di quella che descrive come una campagna di uccisione di massa di civili palestinesi.
Al centro della narrazione c’è il termine "NAZA", un acronimo militare che, secondo le inchieste delle testate israeliane indipendenti +972 Magazine e Local Call, viene utilizzato dalle forze armate israeliane per indicare il numero stimato di civili che potrebbero essere uccisi in un determinato raid aereo su Gaza.
Attraverso testimonianze, il documentario mette in luce i meccanismi attraverso i quali gli attacchi vengono pianificati e sostiene che le decisioni del governo e dell'apparato militare israeliano abbiano avuto un ruolo determinante nell'uccisione su larga scala di civili palestinesi nel corso del conflitto.



