L’Albero di Molto Lontano, il film diretto da Ben Gregor, racconta la storia di Polly e Tim Thompson (Claire Foy e Andrew Garfield), una coppia moderna costretta a lasciare la città per trasferirsi con i loro tre figli, Beth, Joe e Fran, nella remota campagna inglese.
Mentre i genitori affrontano le difficoltà di un nuovo inizio e cercano di adattarsi a un ritmo di vita più lento e silenzioso, i bambini esplorano i dintorni e fanno una scoperta straordinaria. È un albero magico abitato da creature eccentriche e affascinanti come Moonface (Nonso Anozie), Silky (Nicola Coughlan), Dame Washalot (Jessica Gunning) e Saucepan Man (Dustin Demri-Burns). Salendo fino alla cima dell’albero, i fratellini vengono trasportati in terre fantastiche, dove vivono avventure che li allontanano dalle distrazioni del XXI secolo e li avvicinano sempre di più l’uno all’altro. Ogni nuovo mondo porta con sé magie imprevedibili, regole bizzarre e incontri sorprendenti, che mettono alla prova il loro coraggio e la loro immaginazione.
Nel frattempo, Polly e Tim scoprono a poco a poco quanto il contatto con la natura e la serenità della campagna possa aiutarli a ritrovare l’equilibrio. Attraverso queste esperienze meravigliose, piene di gioie, sorprese ma anche sfide, l’intera famiglia ritrova serenità e si riavvicina dopo anni di distanza emotiva, riscoprendo il valore del tempo condiviso e dello stupore.
Al centro di The Bibi Files ci sono centinaia di ore di registrazioni riservate degli interrogatori condotti dalla polizia israeliana su Benjamin Netanyahu, sulla moglie Sara, sul figlio Yair, sui suoi collaboratori e su alcuni dei più potenti uomini d’affari del Paese.
Materiali realizzati nell’ambito delle indagini per corruzione che hanno portato all’incriminazione del Primo Ministro israeliano e che, dopo essere trapelati fuori da Israele, permettono per la prima volta di osservare Netanyahu lontano dalla scena pubblica. Sigari e champagne, regali di lusso, favori, rapporti con miliardari e pressioni sul sistema dell’informazione sono solo il punto di partenza. Attraverso gli interrogatori segreti, testimonianze e materiali d’archivio, il film ricostruisce il sistema di potere costruito intorno alla famiglia Netanyahu e segue le profonde trasformazioni della politica israeliana. Le accuse di corruzione si intrecciano così con il suo progressivo avvicinamento all’estrema destra, lo scontro sul sistema giudiziario, la crescente polarizzazione del Paese e gli eventi che conducono alla tragedia del 7 ottobre e alla guerra a Gaza.
Fino a che punto la necessità di sopravvivere politicamente e giudiziariamente può condizionare le decisioni di un leader? Il film diventa un’indagine sul rapporto tra potere, giustizia e sopravvivenza politica, e su ciò che accade a una democrazia quando il destino personale di un leader finisce per intrecciarsi con quello di un intero Paese.



